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Disparition 

di Francesca Loprieno
 

Studio di una resa 

di Alessia Rollo
doppia personale
a cura di Marinilde Giannandrea
Vernissage venerdì marzo ore 18.30
Lecce – Cantieri Teatrali Koreja
Interventi di Maria Vinella e Valeria Raho e set fotografico di Francesca Loprieno.
 
Si rafforza la cifra della pluralità attraverso le visoni di due giovani fotografe.
Francesca Loprieno ci  consegna le immagini di giovani donne ritratte nel segno del pensiero della differenza.
Alessia Rollo  esplora  i meccanismi che determinano la genesi di un’opera e la sua interazione con il pubblico.

DISPARITION. Cuore politico dell’arte e pensiero della differenza

Il cuore politico dell’arte batte, per Francesca Loprieno, nel nome del pensiero della differenza. Quel pensiero che per Carla Lonzi era “frontiera sulla quale passare tutta la vita”. Per Hanna Arendt era consapevolezza dei “diritti umani rovesciati”. Per Luce Irigaray è spazio della condivisione e non della prevaricazione. E, ancora, per Rosi Braidotti è concetto del “divenire molteplice”, “visione nomade e non unitaria del soggetto”.

Interrogandosi sulla “moltitudine di sguardi femminili, sguardi scomparsi – come dice l’artista –  per le violenze di un femminicidio che non ha confini”, in “Disparition” Loprieno propone due lavori gemelli eppure dissimili. Una installazione fotografica e un video.

Il work in progress “Identi-Kit”, avviato nel 2008 e ancora in corso, accoglie una serie di dittici fotografici con il primo piano di giovani donne raffigurate in pose frontali e di profilo. Il tema dell’opera è quello della non-identità dell’altra metà del cielo soffocata tra stereotipi occidentali e condizionamenti orientali, tabù religiosi e riti tribali. Il titolo riconduce a un metaforico kit d’identità costituito da oggetti appartenenti all’universo simbolico femminile. Tutti i volti hanno gli occhi coperti da indumenti e accessori che metaforicamente rinchiudono il genere femminile in mondi abitati da gesti convenzionali e ripetitivi, alienanti e consumistici. Collane, calze, velo, cinture, guanti, giarrettiera, nastri, metro da sarta, fazzoletto ricamato ecc. esprimono la femminilità – segnata da pratiche di coercizione e di schiavitù – di Zeinep, musulmana, della turca Maddalena, di Camilla (di origini inglesi), dell’italiana Sara, dell’indiana Salima, della messicana Yoanna, di Nelita, di Margherita, Clara, Marianna e di tante altre.

Le stesse ragazze appaiono ritratte nel video “Identi-Kit en disparition”, nato dalla collaborazione con Ricky Erre Love (Gaetano Ricatti), musicista e autore della parte audio. Quest’ultima potenzia e rafforza con sonorità elettroniche sperimentali la cadenza ritmica delle foto che appaiono/scompaiono dal/nel fondo lattiginoso dello schermo, esaltando il serrato cammino narrativo delle immagini. Una voce insistente e lontana, come un fragile lamento, accompagna la progressione incalzante di volti di varie etnie. L’artista, in tal modo, suggerisce il racconto emotivo di storie di donne diverse. O forse, di un’unica storia uguale per tutte.

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